Ha
mutato recentemente il nome medioevale di Aspra assumendo quello
odierno a ricordo di un’antica città sabino –
romana che sarebbe esistita nel suo territorio. Fece parte dei
domini farfenzi e, nel secolo XV, venne concessa in feudo prima
ai Savelli e po agli Orsini. Tornò alla Santa Sede nel
Cinquecento. E’ patria dell’insigne, medico Paolo
Buonamici, vissuto nel secolo anzidetto. L’abitato ha
un aspetto medioevale, con tortuose cordonate ben selciate convergenti
alla sommità del colle dove c’è una piazza
dominata dalla Chiesa parrocchiale di San Giovanni Battista,
ampliata e rimodernata nel secolo XVII, ma ancora affiancata
dalla bella torre campanaria romanica. Quest’ultima dugentesca,
ad eccezione del coronamento aggiunto, a suo tempo, in stile,
per servire da serbatoio dell’acquedotto.
Nell’interno,
a tre navate, dietro l’altare maggiore, E’ esposto
un bel dipinto su tavola, firmato da Giacomo Santoro da Giuliana
o Giacomo Siciliano e datato 1524. Rappresenta il Battesimo di
Cristo e, nella predella, Gesù e gli Apostoli. Nel vano
terranno del campanile, comunicante con la navatella destra, avanzi,
malconci, di affreschi votivi del ‘400 (Cristo e Santi).
Al secondo altare dell’anzidetta navatella: affresco del
secolo XVI, opera di un discreto manierista (Vergine col Bambino
e i S.S. Antonio Abate e Giuseppe). Al successivo terzo altare:
tela lunettata, incorniciante una edicola ove è esposto
un S.Sebastiano ligneo e dipinto, seicentesco. Nella tela, coeva,
sono raffigurati: S.Martino che divide il mantello col mendicante,
un Santo Monaco e S.Antonio Abate. Fuori del paese, all’inizio
della strada per Cantalupo in Sabina, c’è la bella
Chiesa della SS. Annunziata tutto in cotto costruita nel 1609
da Girolamo Saraceni. All’interno si trova una mirabile
tela di Giovanni Battista Salvi detto il Sassoferrato, rappresentante
l’Annunciazione.
A circa
un chilometro da Casperia, sulla strada per Cottanello e Rieti,
merita di essere visitata la Chiesa di Santa Maria in Legarano
che sorge su un piazzale da cui si gode una magnifica vista verso
la valle del Tevere dominata dal monte Soratte. Nella lunetta
del portale di accesso c’è una Annunciazione affrescata
da Bartolomeo Torresani. A destra, affresco paesano del Cinquecento
(S.S. Rocco e Sebastiano). L’interno della Chiesa, a croce
latina e ad unica navata, con soffitto a travature adorne di intagli,
racchiude notevoli opere d’arte. Nella nicchia a sinistra
l’affresco rappresentante lo Sposalizio di Maria attribuito
ad Alessandro Torresani; nella nicchia della testata sinistra
del transetto, si trovano due statue cinquecentesche della Vergine
e di S.Giuseppe, in terracotta policromata, superstiti di un Presepio
eseguito da figuli abruzzesi. All’altare maggiore, entro
una edicola. C’è esposta una bella statua lignea
policromata della Vergine col Bambino (S.Maria leva pene), unica
opera firmata dello scultore Carlo Aquilano; datata 1489. Nel
catino dell’abside maggiore: due affreschi del Quattrocento
(Vergini in trono coi Bambini. Influssi nordici italiani, o tedeschi,
nella tipologia). Sulla sovrastante volta, affresco del Cinquecento
(Cristo in una mandorla di Cherubini).
Le tavole antonazzesche, coi S.S.
Giovanni Battista e Sebastiano, che stavano ai lati della statua
di Carlo Aquilano, sono ora collocate alla parete sinistra dell’aula,
come decorazione di un armadio seicentesco per reliquie. Nella
nicchia della testata destra del transetto, è appeso un
rude Crocifisso ligneo quattrocentesco policromato. Infine in
una Cappella, ora destinata ad uso profano, a sinistra del portale
d’ingresso della Chiesa, si trovano alcuni affreschi rappresentanti
il Giudizio Universale, dovuti a Bartolomeo Torresani (1561),
affini a quelli dell’Oratorio reatino di S.Pietro Martire.
Intorno alla Chiesa e alla Cappella, alcuni avanzi di pavimenti
musivi, di sculture di una villa romana. I suoi muri di costruzione
si vedono dalla strada. Infine, nelle immediate vicinanze di Casperia,
ma a destra della strada per Cantalupo in Sabina, merita una visita
l’ex convento dei Cappuccini di Montefiolo, collocato su
di un colle scosceso, rivestito di un fittissimo bosco in cui
prevalgono gli elci. Nella Chiesa conventuale, all’altare
maggiore, è esposta una tela firmata dal romano Girolamo
Battacchioli e datata 1619 (Vergine Assunta incoronata da Dio
Padre e da Gesù, tra gli Angeli; Arcangelo S.Michele, S.S.
Maria Maddalena e Chiara, altra Santa S.S. Antonio di Padova,
Carlo Borromeo e due Santi Monaci, la committente). Quest’opera
è l’unica finora conosciuta dell’artista.
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